Posts Tagged ‘intolleranza alimentare’

FOOD INTOLERANCE TEST

28/05/2009

foods-allergy-testIl “Food Intolerance Test” è una prova allergometrica che valuta la reazione diretta tra anticorpi IgG presenti nel siero del paziente e allergeni alimentari. Ciò consente di individuare quali sono gli alimenti che provocano l’insorgenza di intolleranze alimentari.

Questo test utilizza una metodica E.L.I.S.A, una reazione immunoenzimatica, applicata a 94 o 181 alimenti.

Pur sottolineando che le intolleranze alimentari rappresentano la concausa di innumerevoli patologie e non l’unico fattore responsabile, l’esperienza clinica ha dimostrato il loro coinvolgimento in disturbi a carico del:

 

–       APPARATO GASTRO-ENTERICO (DIFFICOLTA’ DIGESTIVE – GONFIORE – CRAMPI ADDOMINALI –DIARREA – STIPSI…)

–       APPARATO RESPIRATORIO (DIFFICOLTA’ RESPIRATORIA – ASMA – TOSSE – RINITE – BRONCHITE RICORRENTE – MUCO…)

–       APPARATO CUTANEO (ORTICARIA – ACNE – ECZEMA – DERMATITI…)

–       APPARATO URO-GENITALE ( INFIAMMAZIONI UROGENITALI…)

–       SISTEMA NERVOSO (CEFALEA – ANSIA – ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO…)

 

GUIDA ALLA LETTURA DEL TEST

L’esito del test è riportato su una tabella in cui sono presenti tutti gli alimenti analizzati accompagnati da una percentuale.

Questo esito è solo un dato analitico. Come supporto interpretativo è stato studiato questo allegato corredato di consigli e suggerimenti.

Per facilitare la lettura dell’esito si invita pertanto a consultare nelle pagine seguenti l’“elenco degli alimenti” dove si possono visualizzare in maniera immediata gli alimenti, disposti ordine alfabetico.

Si considerano positivi (cioè non tollerati) gli alimenti che presentano una percentuale maggiore o uguale a 20%.

Di fianco agli alimenti che sono risultati intolleranti compare un istogramma colorato.

Gli alimenti che riportano un istogramma di colore blu hanno mostrato una reazione di intolleranza moderata (da 20% a 39%)

Gli alimenti che riportano un istogramma di colore rosso evidenziano una severa reazione di intolleranza (da 40% a 100%)

Gli alimenti senza istogramma sono stati testati, ma non sono risultati intolleranti.

Si suggerisce di prestare attenzione anche ai valori prossimi ai limiti prestabiliti (20% e 40%).

Gli alimenti con reazioni intorno al 20% sono da considerarsi ipersensibilità modeste che in futuro potrebbero trasformarsi in intolleranze. Gli alimenti prossimi al 40%, anche se presentano un istogramma di colore blu, sono da considerarsi comunque intolleranze importanti.

A seguire l’allegato presenta:

“famiglie di alimenti”, una suddivisione degli alimenti per contenuto nutrizionale e pH Questa classificazione

potrà essere utile allo specialista che seguirà il paziente nella fase post-refertazione per creare una dieta

bilanciata e specifica.

“precisazioni sugli alimenti”, una guida generale, non personalizzata, sugli alimenti statisticamente meno

tollerati (latticini, frumento, gli altri cereali, uova, lieviti, aspergillus niger, soia), di supporto al paziente per

l’eliminazione e la sostituzione degli alimenti intolleranti.

“Schema di rotazione degli alimenti”, un esempio di distribuzione degli alimenti tollerati, ripartiti in 8 gg.

Questo schema non è da considerarsi una vera e propria dieta, la cui elaborazione rimane di competenza del

medico.

CONSIGLI PER LA DIETA

Una volta ricevuto il referto si consiglia di eliminare dalla dieta tutti gli alimenti risultati non tollerati con maggiore attenzione per gli alimenti segnalati in rosso. Nel caso sia difficile gestire una dieta troppo ristretta, si consiglia di eliminare esclusivamente gli alimenti segnalati in rosso.Il regime dietetico deve essere seguito per almeno tre mesi, tempo minimo necessario per avere una sensibile disintossicazione dell’organismo. Durante questo periodo è consigliabile l’assunzione di prodotti coadiuvanti quali probiotici e prodotti naturali drenanti reperibili in farmacia o in negozi specializzati.

La reintroduzione dei cibi deve avvenire in modo graduale e controllato. Possibilmente è meglio reintrodurre un cibo alla volta aspettando quattro giorni di tempo per l’introduzione del successivo, questo per monitorare eventuali sintomi di intolleranza.

Il cibo reintrodotto non deve comunque essere consumato in quantità eccessiva; il consiglio più importante infatti per non incorrere ripetutamente in disturbi connessi alle intolleranze alimentari è di seguire una dieta varia e caratterizzata dall’assunzione di cibo di qualità e di alto valore biologico.

L’intolleranza alimentare, al contrario dell’allergia, grazie all’eliminazione temporanea dell’alimento incriminato tende a scomparire. In alcuni casi però questo non avviene causa deficit enzimatici permanenti acquisiti o su base genetica.

Per questo motivo la reintroduzione degli alimenti è delicata e non scontata. Risulta dunque importante e consigliato il parere del medico, non solo nella fase di lettura del test, ma anche in merito ai tempi e alle modalità di reintroduzione dei cibi.

Per concludere la conoscenza delle proprie intolleranze alimentari può costituire per il paziente l’occasione per acquisire maggiore consapevolezza in merito ad una corretta e sana alimentazione.

LA VISITA MEDICA

In caso di difficoltà nell’interpretazione del referto o di patologie in corso è consigliabile il parere di uno

specialista in grado di fornire un supporto terapeutico mirato.

LA RIPETIZIONE DEL TEST

Si consiglia di ripetere il test non prima di 10-12 mesi.

Annunci

INTOLLERANZE ALIMENTARI

28/05/2009

intolleranza alimentareL’intolleranza alimentare è considerata una reazione avversa agli alimenti, causata da:

 –       un difetto digestivo dovuto a carenze enzimatiche, con conseguente accumulo intestinale di macromolecole

–       una risposta immunitaria, con produzione d‘immunoglobuline di tipo G (IgG) verso queste macromolecole accumulate.

Per questo motivo tale fenomeno può essere definito un’allergia alimentare ritardata IgG-mediata.

In condizioni fisiologiche gli alimenti ingeriti vengono assorbiti lungo il tratto gastrointestinale.

 Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato il collegamento tra disfunzioni della barriera intestinale, l’insorgenza di intolleranze alimentari e un’ anomala risposta immunitaria di questo tratto.

 Tali disfunzioni possono essere causate da molteplici fattori :

 –       l’utilizzo di farmaci antinfiammatori che causano stress ossidativo, danneggiando le cellule epiteliali intestinali e aumentando di conseguenza la permeabilità della mucosa.

–       agenti patogeni, tossine ed altre sostanze come le spezie che inducono alterazioni della permeabilità di membrana verso ioni e macromolecole

–       infezioni da Helicobacter Pilori, il batterio responsabile di ulcera duodenale, che riduce la produzione di muco e altera la flora intestinale, favorendo così le intolleranze alimentari.

–       il contatto tra un particolare allergene e il tratto digestivo (in soggetti allergici) che aumenta la permeabilità verso alcune macromolecole.

–       la contaminazione del cibo ad opera di insetticidi, diserbanti e fitofarmaci usati nella coltivazione di prodottialimentari.